Jovanotti sul senso del viaggio
dicembre 28th, 2009 at 9:05 am (svago)
“Il viaggio ha senso nel perdersi”. Come non condividere queste parole di Lorenzo? mi piace davvero molto questo intervento perchè la situazione/sensazione di cui parla l’ho vissuta in diversi viaggi, e ovviamente non sto parlando di viaggi organizzati da un tour operator. Mi fa venire in mente Jack Kerouac che considerava il viaggio un fine e non un mezzo. E non può non venirmi in mente un passo di una canzone dei Beatles (”You never give me your money”) che dice “oh that magic feeling nowhere to go”, ovvero “quella magica sensazione nessun posto dove andare”. Non sono però totalmente d’accordo quando Lorenzo sostiene che “…quello stato d’animo lì, di totale noia, è la ricchezza più grande che mi rimane da un viaggio”. Credo che se un viaggio si riduce soltanto a quello stato d’animo, non ci vorrà molto tempo che verrà messo nel dimenticatoio o che lascerà spazio ad altri ricordi. Lo stato d’animo di cui parla Jovanotti potrebbe essere il contorno di un viaggio farcito però con incontri strani, improvvisati, situazioni imprevedibili che nel tuo paese di origine non si sarebbero verificate, e allora sì che me ne ricorderò anche a distanza di tempo, ma i momenti di noia che inevitabilmente ci sono nei viaggi non organizzati sinceramene non li considero una ricchezza. Che ne pensate? Cliccate qui per vedere il video dal punto interessato. Vi lascio con una frase di Andrea Boccioni (tratta dal suo libro “Viaggiare e non partire”) che riprende il mio punto di vista: “Non si sta bene che altrove, ha scritto qualcuno. Da sempre anime inquiete trovano nel viaggio un momento in cui la vita vibra a frequenze inconsuete. L’inaspettato, lo sperdersi, ci fa sentire più vivi, attiva i sensi, sconquassa i pregiudizi. Si incontrano nuovi odori, nuovi sapori, cambiano le regole del gioco. Veniamo visti e guardati in modo nuovo. Può essere un momento per cercare un io più vero”.










